Bootstrap Themes

Patrimonio

L’Istituto dispone di un ricchissimo patrimonio documentario fondamentale per la ricostruzione della storia del ‘900 e del cattolicesimo politico.

Tale patrimonio è conservato e valorizzato dall’Archivio Storico, con 114 Fondi, 1.300 manifesti, 100.000 fotografie, 1.450 documenti audio, 650 pellicole, e dalla Biblioteca “Gabriele De Rosa”, specializzata in scienze sociali con 140.000 volumi e 600 riviste. Il grande lavoro di digitalizzazione del patrimonio documentario ha permesso di creare collezioni digitali utili ad ampliare la fruizione dei contenuti culturali anche attraverso percorsi digitali di approfondimento.

Percorsi digitali

Gli Statuti della Democrazia Cristiana

In questo percorso sono raccolti e resi disponibili alla consultazione, gli Statuti emanati dalla Democrazia cristiana fra il 1945 e il 1992 presenti nei fondi dell’Archivio storico e della Biblioteca dell’Istituto Luigi Sturzo.

Uno strumento importante per comprendere la storia della Democrazia Cristiana e quella del nostro paese negli anni che hanno segnato la vita politica e organizzativa dei partiti italiani.[1]

Il primo Statuto fu elaborato nel 1946 e approvato dal Congresso nazionale, sulla base di un precedente Progetto, risalente al 1945; la parte approvata nel Congresso del 1946 fu solo quella relativa agli organi nazionali centrali e alle prime forme di funzionamento. Il primo testo definitivo fu approvato nel 1948, dopo il lavoro delle due Commissioni, la prima nominata dal Congresso ed una successiva nominata dal Consiglio nazionale del settembre 1946.
Nei primi dieci anni di vita del partito, lo Statuto subì numerose modifiche, per lo più conseguenti alle elaborazioni di nuovi articoli che regolavano le graduali trasformazioni delle strutture organizzative. Uno dei primi aspetti fu la composizione degli organi direttivi nazionali, regionali, provinciali, zonali e sezionali e le rispettive modalità elettive. Tra il IV e il VI Congresso nazionale del partito, dal 1952 al 1956, sulla base delle delibere del Consiglio nazionale, vennero regolati i criteri di rappresentanza delle diverse componenti del partito, la composizione numerica, le funzioni e i compiti dei singoli organi centrali e periferici. Tra il 1958 e il 1962 non furono apportate sostanziali modifiche; nel 1961 fu pubblicato l’opuscolo “Tesseramento” dedicato all’analisi della situazione del partito, alle strutture operative sul territorio, al rapporto con l’elettorato, all’organizzazione dell’azione politica.

Nel gennaio del 1962, il Consiglio nazionale approvò ulteriori modifiche; lo Statuto passò da 103 a 115 articoli. Restò invariato fino al 1966. Dal settembre del 1966 all’aprile del 1976 fu soggetto a continue revisioni e aggiunte di articoli che intervennero a regolare compiti e funzioni della struttura organizzativa sempre più articolata. Nell’edizione del 1984, furono inserite le modifiche apportate nel 1982 e nel 1983.

L’ultimo Statuto pubblicato è dell’aprile del 1992 e riporta il testo approvato dal Consiglio Nazionale nelle sessioni del 22, 23 gennaio, 12 febbraio, 9 marzo, 2 aprile 1982, 12, 13 febbraio 1983 e 9, 10 gennaio 1992.

[1] Guglielmo Negri , Gli statuti dei partiti ed i nuovi orientamenti della vita politica italiana in “Il partito politico di fronte allo Stato di fronte a se stesso”, Milano, Giuffrè 1983

Pietro Scoppola, La repubblica dei partiti: evoluzione e crisi di un sistema politico 1945-1996, Bologna, Il Mulino, 2021


“Tanto le elezioni del 2 Giugno del 1946 quanto quelle del 18 Aprile 1948 sono state caratterizzate dalla piena libertà individuale e dal rispetto reciproco fra i partiti, non ostante l’acredine della lotta per obiettivi politici in contrasto”

Luigi Sturzo, Il metodo della libertà, Politica di questi anni consensi e critiche – Opera Omnia II serie volume 9

2 Giugno 1946

Repubblica  12.718.641, 54,27%;  Monarchia  10.718.502, 45,73%.

Questi i risultati del referendum istituzionale che si tenne, contestualmente alle elezioni per l’Assemblea costituente, il 2 giugno del 1946.

Elezioni che videro come primo partito la Democrazia cristiana con 8.101.004 di voti pari al 35,21% e 207 eletti. Secondo fu il PSIUP con 4.758.129 voti pari al 20,68% con 115 deputati e terzo il PCI con 4.356.686 suffragi, pari al 18,93% e 104 parlamentari.

Con questo percorso digitale, l’Istituto Luigi Sturzo intende proporre, attraverso una selezione dal proprio materiale archivistico e bibliografico, un approfondimento sul referendum istituzionale e sulla giornata elettorale del 2 giugno: la prima a suffragio universale che vide la partecipazione delle donne al voto.

I materiali selezionati, tra articoli del quotidiano “Il Popolo”, manifesti di partito, saggi di Luigi Sturzo, documenti e manoscritti provenienti dall’Archivio Giulio Andreotti, oltre a una breve testimonianza del Prof. Nicola Antonetti, vogliono evidenziare, oltre ad una valutazione generale, il modo in cui l’evento referendario venne ricordato e promosso anche negli anni seguenti, dalla Dcche ebbe un ruolo fondamentale, pur fra contraddizioni interne, nella vittoria della Repubblica.

Quella memoria, fattasi storia, contribuì all’edificazione istituzionale e sociale della libertà e della Repubblica nel tessuto vivo del paese.

Bibliografia 2 giugno 1946

Civitas. Forum for archives and research on Christian Democracy

Civitas. Forum for archives and research on Christian Democracy

Civitas. Forum for archives and research on Christian Democracy è un network internazionale di istituti, archivi, università, gruppi di ricerca e ricercatori, attivi nel settore della ricerca per la storia del movimento cristiano democratico.

Aldo Moro nella storia dell’Italia Repubblicana

Aldo Moro nella storia dell’Italia Repubblicana

L’Istituto Luigi Sturzo promuove un progetto di ricerca dedicato al ruolo svolto dallo statista nella storia dell’Italia repubblicana.

Luigi Sturzo e il popolarismo – Celebrazioni 2018-2020

L’Istituto ha realizzato nel corso del biennio 2018-2020 una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione della figura e dell’opera del sacerdote siciliano e del Partito popolare da lui fondato

Luigi Sturzo e il popolarismo – Celebrazioni 2018-2020
Archivio personale “Emilio Colombo”

Archivio personale “Emilio Colombo”

Si concluderà il lavoro archivistico di inventariazione in corso sul fondo di Emilio Colombo

Le fonti sulla questione petrolifera nell’Archivio Giulio Andreotti

Le fonti sulla questione petrolifera nell’Archivio Giulio Andreotti

Intervento di digitalizzazione di documenti selezionati appartenenti alla pratica Industrie / Petroli

Fonti e testimonianze sulla politica europea, la cooperazione internazionale e sui Paesi del continente europeo nell’Archivio Giulio Andreotti – finanziamento ICAR

La serie permette di ricostruire gli orientamenti e le scelte a livello europeo e internazionale e i diversi aspetti – istituzionali, politici, economici, sociali – del processo di unificazione europea

Fonti e testimonianze sulla politica europea, la cooperazione internazionale e sui Paesi del continente europeo nell’Archivio Giulio Andreotti – finanziamento ICAR
Catalogazione della Biblioteca personale del Prof. Gino Germani

Catalogazione della Biblioteca personale del Prof. Gino Germani

Il progetto la catalogazione del Fondo Gino Germani di scienze sociali costituito da circa 7.000 opere in diverse lingue che affrontano temi sociologici e politici

Catalogazione del Fondo Mario Rossini, uno dei fondatori delle edizioni “Cinque Lune”

Prosecuzione della catalogazione della Biblioteca personale del Prof. Mario Rossini, circa 4.000 volumi sulla storia italiana del Novecento e storia dei movimenti politici di centro

Catalogazione del Fondo Mario Rossini, uno dei fondatori delle edizioni “Cinque Lune”

News Correlate

<strong>Il Traguardo.</strong> Il periodico di propaganda della Dc ora in digitale
Patrimonio, Storia e culture del Novecento

Il Traguardo. Il periodico di propaganda della Dc ora in digitale

Il periodico di propaganda della Dc ora in digitale

Patrimonio, Storia e culture del Novecento

“Europa” e “Cooperazione Internazionale”: le nuove pratiche inventariate dell’Archivio Giulio Andreotti

È terminato il lavoro di ordinamento

<strong>“Europa” e “Cooperazione Internazionale”</strong>: le nuove pratiche inventariate dell’Archivio Giulio Andreotti
“La Mafia” di Luigi Sturzo nell’edizione radiofonica del 1978
Patrimonio, Sturzo e popolarismo

“La Mafia” di Luigi Sturzo nell’edizione radiofonica del 1978

«La mafia dalla Sicilia risalirà l’intera penisola per forse portarsi anche al di là delle Alpi».

Patrimonio, Storia e culture del Novecento

Andreotti, Pasolini e il “processo” alla Dc del 1975

Andreotti, Pasolini e il “processo” alla Dc del 1975